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La Storia dell’Acqua: tutta la storia di Aid4Mada in un libro

Il 14 febbraio inizieranno le prevendite de La Storia dell’Acqua, il nuovo libro in cui Massimo Lazzari racconta tutta la storia della nostra associazione.

Per iniziare a fare un po’ di spoiler abbiamo chiesto a Massimo di anticiparci alcune curiosità.

Perchè ho deciso di scrivere un libro sulla storia dell’associazione?

Ricordo molto bene il giorno in cui ho avuto questa idea.

Era la fine di settembre del 2018. Da circa un anno facevo parte del consiglio direttivo e da meno di un mese avevamo lanciato il brand Aid4Mada per comunicare un cambiamento radicale rispetto al passato dell’associazione.

Stavo partecipando a un corso sul Digital Marketing per il No Profit, e uno dei formatori disse una frase che accese una lampadina nella mia testa:

Quello che scrivete sui social network dura al massimo qualche giorno. Quello che scrivete sul sito web può durare anni.

Completai immediatamente questa frase con un’illuminazione.

Quello che scrivete in un libro può durare per sempre!

Scrivere è sempre stata la mia passione. Per un certo periodo della mia vita ho anche pensato, o meglio sperato, che potesse diventare un mestiere. In quel momento capii che poteva diventare una missione.

Avrei scritto un libro per raccontare tutta la storia di Aid4Mada, con la finalità di comunicare al maggior numero di persone possibile il nostro messaggio, il nostro impegno, il cambiamento che stavamo realizzando per la popolazione del Madagascar.

Perchè ho scelto questo titolo?

Da qualche mese avevamo avviato l’ambizioso progetto L’Acqua è Vita, per portare acqua potabile a migliaia di persone di Tulear.

Proprio in quei giorni stavamo completando la costruzione dei nostri primi 10 pozzi, che sarebbero stati poi consegnati alla popolazione nel mese di novembre.

L’Acqua quindi era al centro del nostro lavoro, ed era il tema che più di ogni altro stava segnando il forte cambiamento rispetto agli anni precedenti.

Inoltre, avevo da poco letto un libro di Maja Lunde dal titolo La Storia dell’Acqua. Una climate fiction, ovvero un romanzo ispirato ai cambiamenti climatici, in cui l’autrice descriveva un futuro distopico in cui in tutto il mondo mancava l’acqua potabile, a causa degli errori fatti in passato.

Appena decisi di scrivere il libro sapevo già che titolo dargli. Avrei scritto la mia Storia dell’Acqua, in cui avrei raccontato invece un mondo in cui agli errori dell’umanità si poteva rimediare con l’azione dei singoli, un mondo in cui anche gli ultimi avrebbero potuto avere l’acqua potabile.

Perchè ci ho messo più di due anni a scriverlo?

I miei libri precedenti li avevo sempre scritti di getto in pochi mesi, cavalcando il flusso dell’ispirazione narrativa. Per La Storia dell’Acqua decisi di fare un esperimento di scrittura, anche perchè sarebbe stato un libro molto diverso dagli altri.

Scrissi un capitolo ogni mese, e lo inviai in esclusiva ai membri della community di Aid4Mada via mail. Per 27 mesiquindi, da ottobre 2018 a dicembre 2020, i nostri iscritti hanno ricevuto ogni mese una “puntata” della storia.

Poi verso la fine dell’anno scorso ho capito che ero pronto per scrivere il finale, e per trasformare questo esperimento narrativo in un libro.

Mi sono preso qualche settimana per editare il tutto e ora finalmente siamo pronti per la pubblicazione.

Quando sarà pubblicato il libro?

Ho deciso di far uscire il libro il 22 marzo 2021, in occasione del World Water Day, la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Come per La Fine della Terra, ho deciso però di dare l’opportunità ai membri della nostra community di leggerlo in anteprima, partecipando alla prevendita che sarà attiva dal 14 al 28 febbraio.

Anche in questo caso le date non sono state scelte a caso. Il 14 febbraio 2018infatti inaugurammo il nostro primo pozzo, quello costruito all’interno del villaggio scolastico in cui operavamo in passato, e che di fatto ha dato il via al progetto L’Acqua è Vita.

Cosa ho provato mentre scrivevo il libro?

La storia di Aid4Mada è anche la mia storia, perlomeno per quanto riguarda gli ultimi 4 anni. Quindi si può dire che questo sia il mio primo libro autobiografico (anche La Fine della Terra lo è, ma l’ho iniziato a scrivere dopo).

Per questa ragione per me è stato molto emozionante ripercorrere alcune tappe fondamentali per la mia vita, e dare a questo bellissimo percorso che sto facendo dal 2017 una forma narrativa.

Certo, ci sono stati passaggi non facili da scrivere, come quelli in cui racconto gli eventi dell’estate 2018 che hanno portato alla separazione della nostra associazione da quella con cui avevamo lavorato fino a quel momento.

E anche passaggi emozionanti, che mi hanno commosso come nel momento in cui li avevo vissuti: il successo della nostra prima grande raccolta fondi; la morte di mia nonna e la decisione di dedicarle uno dei nostri pozzi; la consegna alla popolazione dei nostri primi 10 pozzi.

La Storia dell’Acqua non è stata una storia facile, nè da realizzare nè da scrivere.

Ma è la nostra storia. Una storia vera e sincera.

Come useremo i fondi raccolti attraverso le vendite del libro?

Da quando ho conosciuto Aid4Mada, e quindi da fine 2016, tutti i proventi dei miei libri sono sempre stati devoluti interamente al sostegno dei nostri progetti.

Con Quando guardo verso Ovest ho dato una mano a sostenere il progetto scolastico che gestivamo in quel periodo. Con le vendite de Il libro perfetto siamo riusciti a coprire parte delle spese per l’avvio di una nuova classe di oltre 20 bambini. I proventi de La Fine della Terra sono stati utilizzati per finanziare la costruzione della Serra Idroponica (che abbiamo dovuto rimandare alla prossima estate).

La Storia dell’Acqua ho deciso di legarla al nostro nuovo progetto La Casa del Miele, l’orfanotrofio che stiamo costruendo a Tulear. E in particolare tutti i fondi che riusciremo a raccogliere con le vendite del libro verranno utilizzati per la costruzione di una casetta, che accoglierà 3 bimbi orfani e una ragazza madre. Una casetta che sarà intitolata all’altra mia nonna, che purtroppo se ne è andata il mese scorso. Ma la cui memoria in questo modo sopravvivrà non solo nel mio cuore, ma anche nella vita di alcune persone che oggi non hanno una casa, una famiglia, un futuro. E che grazie a lei domani potranno avere tutte queste cose.

Quindi cosa devi fare per aiutarmi a realizzare questo sogno?

Basta pochissimo!

Iscriviti alla nostra community seguici sui social, così il 14 febbraio appena apriremo le prevendite del libro potrai acquistarlo e leggerlo prima di tutti.

Non ti dico altro perchè ho già spoilerato abbastanza, ma anche perchè se deciderai di leggere il libro scoprirai da solo come puoi aiutarci a realizzare il cambiamento che stiamo portando avanti per il Madagascar

Siniha Mihajlovic con Andrea Di Caro

La partita della vita

«Sono sempre stato un uomo difficile, che si esaltava negli scontri. Ma con certi avversari la battaglia è più dura.» A luglio del 2019 Siniša Mihajlovic´ scopre di avere la leucemia e comincia la sua lotta in ospedale: tre ricoveri e un trapianto. Ma un mese dopo è di nuovo, coraggiosamente, in panchina. L’allenatore del Bologna è fatto così, mette sempre tutto se stesso in ogni cosa che fa: «Ho affrontato ogni partita come fosse la vita e la vita come fosse una partita». E in queste pagine si racconta per la prima volta senza reticenze al vicedirettore della «Gazzetta dello Sport» Andrea Di Caro ripercorrendo le tappe di una vita.

Nato a Vukovar da madre croata e padre serbo, diventa calciatore e milita nella Stella Rossa di Belgrado con cui vince ventenne una Coppa dei Campioni, distinguendosi per un sinistro micidiale sui calci piazzati. Sono anche gli anni dell’inizio delle guerre balcaniche, degli orrori e del dolore vissuti in prima persona. Dal 1992 comincia la carriera italiana – con Roma, Sampdoria, Lazio e Inter – che lo porta a vincere due scudetti, quattro Coppe Italia e quattro trofei europei. Nel 2006 si ritira e inizia la carriera di allenatore all’Inter come vice di Roberto Mancini. Proseguendo poi con Bologna, Catania, Fiorentina, Nazionale serba, Sampdoria, Milan, Torino e di nuovo Bologna.

Un racconto lungo trent’anni e ricco di aneddoti, personaggi, successi, fallimenti, polemiche, rivelazioni, partite oscure, gioie e drammi personali che scorrono in queste pagine tra sport, famiglia, politica e amicizie pericolose come quella con il criminale serbo Arkan. Con un filo conduttore che è stato sempre la sua forza: l’attaccamento ai valori, ma anche il coraggio di cambiare e di riscoprire una vita diversa dopo ogni battaglia.